Abilità non cognitive? Facciamo chiarezza

La generazione degli adolescenti di oggi è una generazione che sta affrontando uno degli eventi più devastanti della storia contemporanea, la pandemia globale. In Italia lo ha fatto dando prova incredibile di responsabilità e altruismo. Molti hanno avuto parenti che sono mancati, tutti hanno vissuto nella paura. La pandemia ha tolto loro la socialità, la dimensione più preziosa della propria vita. Oggi si comincia a vedere l’uscita da questo tunnel dell’orrore e dell’incuria. Per affrontare il presente e il futuro, gli adolescenti devono rimboccarsi le maniche, fare appello al loro coraggio e alla loro fantasia. Ma non possono farlo da soli. Hanno bisogno di adulti che li formino, attraverso l’ascolto, l’insegnamento e l’allenamento. Come scrive Sloterdijk, oggi non è più sufficiente il normale allenatore che “vuole che io voglia”, abbiamo bisogno anche dell’allenatore spirituale ovvero colui che non vuole che io non voglia. L’allenatore spirituale ti dissuade quando desideri mollare. Ogni genitore, insegnante, preparatore, impegnato nello sviluppo culturale degli adolescenti, è anche un allenatore spirituale che dovrebbe dotarsi di strumenti per comprendere le basi di una pratica pedagogica che non ti fa mollare e ti fa sognare e progettare, rendendo possibili le tue fantasie di riuscita e felicità. La scuola come istituzione, ma anche lo sport e l’arte, devono comprendere che non basta allenare le facoltà cognitive. Ragionare, ricordare, parlare, apprendere e risolvere non sono sufficienti, in realtà non lo sono mai state se non nella testa di qualche razionalista vecchia maniera. Nelle zone organizzate dell’apprendimento dilaga la noia. La noia è un disorganizzatore psichico. Può sembrare disattenzione (e oggi abbiamo una moltiplicazione esponenziale della diagnosi di Disturbo dell’Attenzione), ma in realtà è demotivazione, disinteresse, disimpegno. La massima espressione sociale la si trova nei cosiddetti Neet, di cui l’Italia ha il primato in Europa. Ma la noia affetta moltitudini che superano i rinunciatari. Anche chi studia combatte contro la noia e fa una fatica sovraumana per apprendere e ricordare nozioni di cui non coglie il senso. Alcuni ricercatori hanno cominciato a mettere in luce come le potenzialità vadano ben oltre quelle cognitive. Sono i motori ispiratori dell’intelligenza, della memoria e della ragione. Parlano di passione, di grinta, di “stabilità emotiva”, di autoefficacia, di resilienza (grande moda), di motivazione. In realtà le abilità non cognitive non solo slegabili da quelle cognitive, come il corpo non è slegato dalla psiche. E se lo fanno è perché non colgono che passioni, grinta, motivazione, non sono altro che energie sentimentali che combinano insieme dimensioni affettive e embrioni di significato, ovvero di valori. Come Coach Umanisti, abbiamo elaborato un metodo che ispiri sogni tramite la potenza dei sentimenti e alleni la motivazione grazie all’attrazione fornita da progetti personali. L’abbiamo chiamato Metodo di Orientamento Vocazionale. Certamente un piccolo contributo, non esaustivo, a ciò di cui i giovani hanno bisogno. La loro sfida altro non è se non progettare il futuro, ma anche cominciare a viverlo. Perché solo nella pratica di ogni giorno i sogni divengono realtà e evolvono in progetti. La meta deve vivere nel viaggio, il fine deve illuminare i mezzi, il futuro deve suscitare impegno nel presente. Il nostro camp (Future Talent Camp) sarà una prima occasione per parlarne con adolescenti e genitori. Un piccolo ginnasio dove sperimentare la forza che offre il connubio fra fantasia e ragione e fra sentimento e intelligenza. Vi Aspettiamo, iscrizioni aperte.

Luca Stanchieri

luca.stanchieri@scuoladicoaching.it

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